Singapore, la città dei divieti dove tutto è possibile

Ma tutta questa efficienza vi eviterà certamente di passeggiare senza una meta, magari perdendovi tra le vie di un posto nuovo, desiderosi di scoprirlo. Di respirare puzze e profumi tipici delle città del sud est asiatico, di sentirvi i vestiti appiccicati alla pelle dall’umidità e di sudare a ciclo continuo e senza sosta qualsiasi liquido beviate… perché è vero, in se sembra non aver nulla di piacevole, ma l’umidità è parte integrante di un viaggio nel sud est asiatico! E dopo averci fatto l’abitudine, se non c’è ti manca!

Non potrete fermarvi a osservare visi e volti del posto che raccontano una storia solo a guardarli, e se avrete la pazienza e la fortuna di fermarvi ad ascoltarli, vi apriranno un mondo di aneddoti e racconti che nessuna Lonley Planet potrà raccontarvi. E poi camminando viene fame si sa, ma non potrete spizzicare qualcosa a pochi dollari singaporiani da un baracchino qualsiasi a qualsiasi angolo di una qualsiasi strada, lo street food esiste certo, ma è ovviamente un luogo ben definito geograficamente in città, una sorta di ghetto culinario dove vengono raggruppati un certo numero di “baracchini” che cucinano diverse specialità cinesi, indiane, malesi, thailandesi, e la maggior parte le trovate specialmente in Chinatown.



Hai mai provato ad attraversare una strada a Singapore… io l’ho fatto, mai più! Avete visto il film di Renato Pozzetto, “Il ragazzo di campagna”, la scena nella quale si trasferisce da Borgo Tre Case in campagna al centro di Milano, e il primo giorno cerca di attraversare un piazzale San Babila trafficato di fine anni ’80? Ecco guardatevela QUI, ho rischiato la vita nello stesso modo e alla fine ho preso un taxi come lui, per fare 50 metri in linea d’aria che son diventati 2 chilometri in macchina.

Infatti la città è tempestata di suggerimenti e divieti, piena di cartelli e indicazioni di cosa e come fare qualcosa e di cosa non fare. Non puoi ovviamente attraversare una strada fuori dalle strisce, ma trovami le strisce… sono poche e dove ti servono, secondo chi ha ovviamente studiato il percorso che vuole farti fare. Di contro potrai trovarti a fare diverse centinaia di metri all’interno di un centro commerciale per andare dal punto A al punto B, che si guardano da un lato all’altro della strada.

Non puoi masticare chewingum, o meglio, se sei un turista hai una deroga per farlo in hotel, prima di uscire la butti… e non è una campagna del Ministero della Salute per avere denti più sani, lo so sembra strano, ma è stato deciso per tenere le strade pulite, altro che cestini che sono brutti da vedere per strada.

Sei un fumatore? A Singapore avrai vita difficile… Ok puoi dar pace alla tua astinenza solo in alcune aree apposite (che io chiamo “ghetto smoker”), e in genere sono pochissime e tutte casualmente prive di ombra, senza una panchina per sedersi e larghe come il ripostiglio di una vecchia casa di corte, da solo stai comodo, in due se ci si vuole molto bene, in tre finisce a spintoni.

Insomma Singapore è una città per turisti, ma solo per quelli obbedienti e che piacciono a lei.

4 Thoughts

  1. Ho avuto impressioni simili. L’aeroporto bellissimo, uscendo poi ricordo che mi investì qualcosa come il 99% di umidità.. era in aprile. Ci ho passato una sola giornata, girai parecchio, mi piacque Little India. Marina bay era in costruzione. Andai a vedere un antico albergo in stile coloniale di cui parlava Terzani in uno dei suoi libri

  2. WoW Dario ‼️Molto lungo ma mooolto avvincente 🤩🤩🤩come tutti i tuoi racconti ti fanno sentire parte della storia, del luogo……che dire: mi sembra di aver visitato Singapore ‼️🤩🤩🤩🤩

    1. Grazie Angela, volevo fortemente raccontare qualcosa di Singapore anche se non è un posto che mi ha emozionato come altri. Ma credo sia giusto non parlare solo di ció che ci è piaciuto, sempre nell’ottica del confronto. Grazie dei tuoi complimenti 🤗❤️

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