L’itinerario dettagliato del nostro viaggio sulle orme della Via della Seta più una piccola deviazione
In questo articolo vi racconteremo dettagliatamente l’itinerario del nostro viaggio in Uzbekistan, sulle orme della Via della Seta e con una deviazione per un assaggio di deserto e montagna. Ma prima di iniziare dobbiamo farvi una raccomandazione. Se siete arrivati in questa pagina è molto probabile che abbiate già letto l’articolo precedente con tutte (o quasi) le informazioni che vi servono per organizzare il viaggio in Uzbekistan in autonomia. Qualora non l’abbiate ancora fatto però, prendetevi qualche minuto, cliccate su questo link “Viaggiare in Uzbekistan: tutte le informazioni per organizzarlo in sicurezza e in autonomia”, leggete l’articolo e tornate qui. Tranquilli vi aspettiamo, anche la preparazione di un viaggio merita i suoi tempi.
Da Samarcanda a Khiva o da Khiva a Samarcanda?
La Via della Seta in Uzbekistan tocca tre centri abitati del paese: Khiva, Bukhara e Samarcanda. La prima domanda che ci siamo fatti è stata quale fosse l’ordine migliore nel visitarli, considerando che saremmo atterrati a Tashkent, per migliore combinazione di voli. Sinceramente crediamo sia molto personale e la nostra scelta è stata di iniziare da Khiva, per poter inserire la deviazione per deserto e montagna tra Bukhara e Samarcanda. Altro aspetto determinante è stato il costo del volo tra Tashkent e Urgench (aeroporto Khiva), più basso all’inizio rispetto al periodo di fine viaggio. Pertanto l’ordine del nostro itinerario è stato: arrivo dall’Italia a Tashkent, volo interno per Urgench, visita a Khiva, trasferimento a Bukhara, visita al lago Aydar, una notte in yurta nel deserto, una in guest house in montagna, visita di Samarcanda e rientro a Tashkent per volo di ritorno in Italia.
Mappa itinerario Uzbekistan
Qui sotto trovate la mappa con le tappe dell’itinerario in Uzbekistan via terra. Cliccate per ingrandirla e vedere l’elenco delle località.
Itinerario Uzbekistan – Giorno 1 – L’arrivo dall’Italia
Sapevamo che questo viaggio ci avrebbe messo alla prova, ma di certo non immaginavamo che l’avrebbe fatto fin da subito, fin dal volo che ci avrebbe portato a Thaskent passando per Istanbul. Infatti il primo ostacolo si è presentato sotto forma di ritardo del volo Milano Istanbul che ci ha fatto perdere per pochi minuti il volo per Tashkent, nonostante l’acquisto dei voli fosse unico e con la stessa compagnia, Turkish Airlines. Dopo un paio d’ore di coda all’info point e qualche imprecazione, l’abbiamo presa con filosofia e ci siamo fatti accompagnare da addetti Turkish in una struttura convenzionata dove abbiamo riposato qualche ora, in attesa di essere imbarcati sullo stesso volo ma del giorno dopo. Uno spiacevole inconveniente che può capitare, ma col senno di poi, forse sarebbe stato più furbo trascorrere una notte nella metropoli turca organizzata in precedenza.
Itinerario Uzbekistan – Giorno 2 – Tashkent e volo interno a Urgench
Con 24 ore di ritardo arriviamo a Tashkent, dove avevamo programmato una giornata piena per visitare i luoghi principali e poi prendere un volo interno che ci avrebbe portato a Urgench, aeroporto a 20 minuti di taxi dalla città vecchia di Khiva. Saltata la visita di Tashkent, abbiamo atteso qualche ora e siamo tornati in aeroporto per il volo verso Urgench. Avremo tempo a fine tour di visitare la capitale.
Giorno 3 e 4 – Khiva città vecchia
Da qui inizia ufficialmente il nostro itinerario di viaggio in Uzbekistan. Il volo interno tra Tashkent e Urgench é durato 45 minuti, ed era in perfetto orario. L’abbiamo preso volutamente al mattino presto, così da avere la giornata piena a disposizione una volta atterrati. Urgench non offre molto al visitatore, ma è uno snodo utile per visitare Khiva e le rovine delle fortezze di Khorezm. Il nostro autista ci aspettava agli arrivi per portarci a visitare quelle di Ayaz Qala, a circa 70 km a nord est di Urgench, e accompagnarci a fine giornata nella città vecchia di Khiva dove avremmo passato le prossime due notti.
Khiva è un piccolo gioiellino medievale all’interno delle sue mura; un’oasi di moschee e madrase ai margini del deserto di Kara Kum, in prossimità della frontiera con il Turkmenistan. Ma proseguiamo il nostro itinerario di viaggio in Uzbekistan, vi parleremo di Khiva in un articolo dedicato.




Itinerario Uzbekistan – Giorno 5 – viaggio e arrivo a Bukhara
Dopo aver trascorso un paio di giorni nella graziosa località della Corasmia (Khiva), alla mattina presto del quinto giorno ci dirigiamo verso Bukhara via treno. Tra i due centri non esistono treni ad alta velocità come da Samarcanda a Tashkent, ma un semplice treno regionale che in circa poco più di sei ore ha percorso i 450km di paesaggio desertico che separano i due centri. Esistono altri mezzi per coprire quella tratta, dall’autista privato ai bus collettivi; secondo noi la scelta del treno è il giusto compromesso tra tempi e spesa, ma se volete maggiori info in merito, ne abbiamo scritto nell’articolo Viaggio in Uzbekistan: tutte le informazioni.
Itinerario Uzbekistan – Giorno 6 e 7 – Bukhara
Patrimonio dell’Unesco dal 1993, Bukhara è stata per secoli uno dei centri più importanti della Transoxiana Islamica, e ancora oggi si percepisce l’influenza dalle sue moschee, madrase e minareti. Un paio di giorni sono sufficienti per ammirare le sue principali attrazioni e monumenti, dal complesso Po-i-Kalyan con il suo altissimo minareto e la suggestiva Madrasa Mir-i-Arab, alla sua antica Ark e i suoi bazar coperti del centro storico. Ma vi parleremo in un articolo dedicato delle tante attrazioni da non perdere a Bukhara. Proseguiamo il nostro itinerario di viaggio in Uzbekistan, con due prossime tappe all’insegna della natura.
Itinerario Uzbekistan – Giorno 8 – Nurota, Lago Aydar e notte nel deserto
Come da programma, la mattina dell’ ottavo giorno il nostro autista privato ci aspettava all’ingresso della guest house dove avevamo pernottato a Bukhara. Dopo una prima tappa appena fuori città per visitare una piccola azienda artigiana di stupende ceramiche e favolosi tappeti, ci dirigiamo verso Nurota, centro capoluogo del distretto di Navoiy. Fondata come fortezza nel 300 a.C. da Alessandro Magno, il centro non offre molto al viaggiatore oltre ad una vista panoramica dalla cima della fortezza, ma se si è di strada vale la pena una sosta per rinfrescarsi e pranzare a base di carne di montone, capretto e pollo alla griglia.
Nel pomeriggio abbiamo raggiunto il lago Aydar, nella parte sud-orientale del Kyzylkum, bacino artificiale nato involontariamente causa la cattiva organizzazione e pianificazione sovietica. Abbiamo sostato qualche ora, prendendo un po’ di sole e rinfrescandoci nelle acque del lago, prima di raggiungere lo Yurt Camp Sputnik Navoi. Dopo un giretto a dorso di cammello, una cena tipica e aver ballato musica tipica intorno ad un fuoco, abbiamo passato la notte in una iurta e ammirato uno dei cieli stellati più belli della nostra vita. Vi consigliamo di non perdervi questa esperienza, non vi stancherete di ammirare quella cupola scura puntellata di stelle luminose che veglia sulla vostra testa.




Itinerario Uzbekistan – Giorno 9 – Trekking in montagna e notte in casa locale
Dopo un’abbondante colazione siamo ripartiti dallo Yurt Camp in direzione Uhum, piccolo centro abitato sulle montagne di Nuratau, dove saremo ospiti per una notte di una famiglia locale. Qui abbiamo potuto apprezzare la pace del luogo, entrando in contatto con la natura e immergerci in un trekking guidato tra le montagne circostanti. Di questa nostra affascinante esperienza scriveremo in un articolo dedicato, dove riporteremo tutti i riferimenti per organizzare la vostra, iscrivetevi alla newsletter per non perdervelo, utilizzando il form a fondo pagina.
Consumata la cena in compagnia dei proprietari e di altre due coppie di viaggiatori australiani e francesi, ci siamo immersi nel silenzio della notte. Un po’ per la stanchezza conseguente l’intensa giornata, un po’ per la pace trasmessa da quel posto in mezzo alle montagne, abbiamo dormito divinamente. Di buona sveglia ci attendeva un’abbondante colazione locale e il nostro autista, sempre lui, che ci avrebbe portati a Samarcanda, non senza qualche sosta interessante.
Giorno 10/11/12 – Samarcanda
Lo ammetto, avevamo molte aspettative in Samarcanda. In parte perché nell’immaginario di noi italiani, se parli di Uzbekistan, è la prima località che balza alla mente, anche grazie al professor Vecchioni per chi non ha più vent’anni… ah per i giovanissimi il riferimento è alla canzone che fa “oh oh cavallo oh oh cavallo oh ooohhh”, già… è proprio lei, Samarcanda!
Aspettative confermate, anche se per i nostri tempi, forse un giorno in più sarebbe stato meglio per entrarci più in confidenza.
Da Uhum (paesino in montagna) ci vogliono circa 3 ore di auto senza sosta. Ma noi ovviamente ce la siamo presa comoda e, oltre ad un paio di soste imposte al nostro autista a mangiar meloni a bordo strada, ci siamo fermati a visitare un mercato locale. Esperienza che vi consigliamo e che per noi è stata molto toccante; i mercati locali raccontano molto del luogo, ed entrare in contatto con la popolazione più umile, tra bancarelle di patate arrangiate a terra con un tappeto sgualcito, mucche e galline libere di girare tra le gente e bambini spericolati e scalzi che giocano con qualsiasi oggetto a disposizione, lascia nel cuore ricordi indelebili.
Arriviamo in serata a Samarcanda, con gli ultimi bagliori del sole che ci tramonta in faccia e i sorrisi della gente incontrata quel giorno ancora nella mente.
Samarcanda merita indubbiamente un articolo dedicato, che troverete prossimamente sul blog. Abbiamo passato due giorni pieni senza sosta, ma a parte l’architettura e la sua storia, non mancate di girovagare per tutte le parti della città, non solo le più turistiche. Da Samarcanda, potrete inoltre visitare in giornata Shahrisabz la città natale di Tamerlano. A questo link trovi le info: Escursione privata a Shahrisabz.
Giorno 13 e 14 – Tashkent e rientro
La mattina del tredicesimo giorno abbiamo testato l’efficienza dell’alta velocità uzbeca. Tema di vanto per il popolo uzbeco, la linea Samarcanda – Tashkent è per ora l’unica che può essere considerata ad alta velocità e che unisce le due città (poco meno di 290 chilometri) in poco più di 2 ore. Spesa totale 13 euro a persona. In auto ci vogliono quasi 5 ore. Il vanto uzbeco è più che giustificato.
Tashkent è una città giovane rispetto alle altre visitate, decisamente russofona nei suoi tratti e vivace a qualsiasi ora. Piazza dell’Indipendenza è il suo punto di riferimento per la popolazione e i turisti. Imponente nella sua estensione e nelle maestose fontane, i suoi giardini verdi durante la stagioni calde si riempiono di persone e bimbi che giocano. Per il turista un luogo per rilassarsi ed entrare in contatto con la popolazione locale.
Altro luogo che non deve mancare nel vostro itinerario in Uzbekistan è senza dubbio un mercato popolare. Ce ne sono di diversi, ma noi vi consigliamo di perdervi nel Bazar Chorsu, dove troverete bancarelle di ogni prodotto locale o meno e vi confonderete tra la gente del luogo e i loro abiti sgargianti.



In conclusione
Siamo giunti al termine del nostro itinerario di viaggio in Uzbekistan e di questo articolo che ne ripercorre i passi. È stata un’esperienza che ci ha donato tante emozioni: i sorrisi dei bambini, la felice sorpresa mista a curiosità della loro gente che ti ferma per strada per conoscerti e scambiare due chiacchiere in inglese o per fare una foto. Quella curiosità ingenua che la nostra società ha un po’ dimenticato, forse troppo occupata a fare gli adulti impegnati e un po’ schivi. Ritrovarsi a vivere quella stessa curiosità, come se si tornasse ad essere bambini, apre e riempie il cuore di emozione, che solo un viaggio in terre lontane e diverse dalle proprie può donarti.
Buon viaggio!
