Travel alone, perché viaggiare in solitaria ci fa bene

La lingua

Il primo ostacolo pratico, e forse il più frequente (soprattutto per gli italiani), è sicuramente la lingua. Non preoccupatevi, credo sia anche il più semplice da superare. Per iniziare potrete scegliere una meta italiana, o comunque una mediamente turistica dove l’italiano è abbastanza “masticato” dalle persone del posto. Per esempio alcune località della Spagna; non è necessario (e talvolta sconsigliato) volare oltreoceano come prima esperienza. E poi buttatevi…si avete capito bene, buttatevi. Posso assicurarvi che il mio livello di inglese non è da “english teacher”, ma nonostante ciò ho viaggiato ovunque e continuo a farlo senza problemi. Magari con qualche figura barbina, quello sí, ma in un modo o nell’altro mi son sempre fatto capire e ho compreso gli altri. Buona parte delle mie conoscenze della lingua inglese derivano proprio dai viaggi che ho intrapreso.

La noia

E se poi da solo/a mi annoio? Cosa faccio la sera? Con chi parlo?” Fidatevi, questo dubbio sparirà il primo giorno, a patto che vi apriate mentalmente alla possibilità di conoscere altre persone, del posto o viaggiatori come voi. Ho conosciuto molta più gente durante i miei viaggi che nelle serate milanesi (città in cui vivo) in locali vari. E sono quelle che arricchiscono maggiormente e che si vivono in piena libertà, perchè non vincolati da schemi societari quali casa, famiglia, lavoro, vicinato, etc..

Travel alone- In compagnie di nuove amicizie durante il viaggio nelle Marche

La sicurezza

Questa problematica mi è stata sollevata soprattutto dalle donne. Durante i miei viaggi ho incontrato tante donne in solitaria, anche nei posti più lontani e sperduti. Se dovessi farne una stima, probabilmente ho conosciuto più viaggiatrici solitarie che viaggiatori. I pericoli esistono ovunque, anche dove viviamo. È necessario seguire alcuni accorgimenti, ovvio, anche in virtù del luogo da visitare e indifferentemente che si sia uomini e donne: per esempio portare oggetti di valore solo se strettamente necessari ed evitare di esibirli in modo eccessivo vi renderà meno appariscenti agli occhi di eventuali malintenzionati; se si visitano paesi le cui religioni sono stringenti in termini di abbigliamento seguirne le usanze, anche se non obbligatorio per il turista, è comunque una pratica che ci farà vedere di “buon occhio” dai locali; evitare di avventurarsi in luoghi o situazioni poco frequentate se non si è più che certi di dove si stia andando o di chi si stia seguendo, soprattutto nelle grandi metropoli. Insomma, molte di queste accortezza le seguiamo già in qualsiasi grande città italiana.


Perché farlo almeno una volta nella vita – i benefici

E’ stato provato da diversi studi e personalmente posso confermarvi che di ritorno da un viaggio in solitaria, vi sentirete meglio. La maggior parte delle persone che mi hanno raccontato la loro esperienza, ne ha avuto dei benefici.

Primo su tutti, una crescita importante della propria autostima. Infatti, riuscire a concludere qualcosa, che poco tempo prima reputavamo difficile (se non impossibile), aiuta ad accrescere la considerazione di noi stessi. Molti specialisti in ambito psicologico inoltre sostengono che viaggiare da soli aumenti il livello di introspezione e ci dia lo possibilità di conoscerci meglio, con conseguente beneficio di capirci e accettarci maggiormente. Per me è stato così; proprio dopo questa esperienza ho deciso che avrei voluto raccontare e parlare di viaggi, sentivo la necessità di mettere al servizio di tutti le mie esperienze personali (tante o poche che siano), che possano spronare dove necessario, o solamente a regalare un’informazione utile. Già solo l’idea mi appagava, ed eccomi qui, proprio a scrivere sul blog.

Personalmente, l’aspetto che più preferisco del viaggiare da solo, è anche di riuscire ad immergermi maggiormente nella vita del posto; con tutti i limiti del caso e in relazione al luogo che visito, mi piace seguire le abitudini locali. Inoltre mi concentro maggiormente su ciò che sto vedendo e vivendo, senza interferenze esterne. Al giorno d’oggi siamo raggiungibili in qualsiasi parte del mondo grazie alla tecnologia, e siamo costantemente ricoperti da stimoli esterni di qualunque natura: casa, lavoro, famiglia, impegni vari…e durante un viaggio in solitaria posso finalmente ritagliare spazi solo per me, che in parte dedico all’introspezione e alla meditazione. Provate, giudicherete voi stessi i benefici.

In ultimo sarete voi, solo voi a decidere cosa fare, come e quando, sarete padroni del vostro tempo, almeno durante quel viaggio. Aspetto certamente più pratico e meno romantico, ma per questo non meno importante; molti viaggiatori che conosco mi hanno confidato di apprezzare l’esser da soli anche per questo motivo.

Unica controindicazione del viaggiare in solitaria? Che una volta provato non saprete più farne a meno. Io viaggio sia da solo che in compagnia, ma almeno uno all’anno in solitaria è ormai una necessità, una sorta di dipendenza positiva.

In conclusione

Con questo articolo vi ho raccontato la mia opinione del viaggio in solitaria, raccontandovi la mia esperienza e prendendo spunto dalle parole di altri viaggiatori come me. Spero di aver spronato qualcuno di voi, o anche semplicemente di aver dato uno spunto di riflessione.

E ricordatevi, che chi arriva a scalare l’Everest, ha iniziato a camminare come tutti noi; ponetevi un “micro target” per iniziare, una meta semplice, un viaggio magari breve. Vi servirà per prendere confidenza e capire le sensazioni che vi trasmetterà questa esperienza. E non dimenticatevi di farmi sapere come è andata, utilizzando i commenti o se preferite mandandomi un messaggio privato.

Buon Viaggio!!!

21 Thoughts

  1. Condivido completamente tutti i punti del tuo articolo!!! Viaggiare da soli è da provare, almeno una volta, é diverso.

  2. fatto un solo viaggio in solitaria (a parte qualche weekend), anche nel mio caso dopo un progetto a due non andato a buon fine. Gli amici avevano già i loro piani di coppia e gli altri preferivano mete marine o villaggi turistici. Alla vacanza sedentaria (che odio)ma in compagnia, ho preferito un viaggio, anche se sola. Dopo lo scoglio della partenza (pensando “ecco, sono la sfigata che viaggia da sola…etc etc), ne ho scoperto i benefici. Un viaggio non solo all’estero, ma anche e soprattutto dentro di me. Potevo farcela e anzi… era pure piacevole! Ho conosciuto tante splendide persone: nonostante siano passati tanti anni sono ancora in contatto con alcune di loro. Oggi ho una famiglia e vedo il mondo con gli occhi anche dei miei figli, ma qualche volta, in alcuni momenti della mia vita, avrei bisogno di ripetere l’esperienza in solitaria

  3. Leggendo ho capito che il mio più grande scoglio da superare è la paura di ritrovarmi in situazioni difficili da gestire da sola. Sono talmente curiosa che a volte mi infilo in luoghi da scoprire dove sarebbe meglio non entrare da soli.

  4. L’unica volta che sono partita in solitaria, poi ci sono rimasta in quel luogo che adesso chiamo casa. Mi piacerebbe riprovare, adesso che ho una maturità diversa ma come dici tu spesso la confort zone blocca.

  5. Post di grande ispirazione! Io ho viaggiato da sola una volta, per motivi di studio, e riconosco perfettamente i benefici di cui parli tu: il viaggio in solitaria migliora davvero il rapporto con il nostro io, ci aiuta a capirci di più e a capire meglio il mondo che ci circonda!

  6. Post di grande ispirazione! Io ho viaggiato da sola una volta, per motivi di studio, e riconosco perfettamente i benefici di cui parli tu: il viaggio in solitaria migliora davvero il rapporto con il nostro io, ci aiuta a capirci di più e a capire meglio il mondo che ci circonda!

  7. Non ho mai viaggiato in solitaria e ammetto che non so se lo farò mai, finche avrò questa fortuna preferisco viaggiare con mio marito.

  8. Viaggiare da sola è la mia specialisti: tuoi ritmi e tuoi tempi. Certo, l’idea della noia all’inizio sfiorò anche me: ma dopo qualche ora nella mia destinazione i dubbi sono andati via!

  9. L’esperienza di un viaggio in solitaria, se da un lato può spaventare, è sicuramente un’occasione di crescita personale. L’ho fatto quando ero ragazza ma ora mio marito non mi lascerebbe mai andare. Eppure qualche volta è anche un modo per ritrovare sé stessi e la propria pace interiore, soprattutto in momenti difficili è qualcosa che avrei voluto fare.

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