Unico accesso Monemvasia, isola non isola del famoso vino Malvasìa

Come raggiungerla, dove dormire e qualche curiosità della città fortezza in Laconia, una “nave di roccia” sospesa sul mare

Μονεμβασία – Monemvasía o Monembasía (in italiano anche Napoli di Malvasia) è un piccolo borgo storico nella penisola di Capo Malea (il dito più orientale del Peloponneso), nell’unità periferica della Laconia. Sicuramente uno dei borghi medievali più suggestivi del Peloponneso, e seppur ormai divenuto turisticamente conosciuto, trasmette sempre a chi lo visita, sensazioni fiabesche.

E’ stata una delle tappe del nostro viaggio on the road tra la penisola del Mani e quella di Capo Malea. Abbiamo soggiornato solo una notte, ma con il senno di poi e la possibilità di qualche giorno in più, ci sarebbe piaciuto soffermarci ancora.

Originariamente penisola, distanziata dal mare di qualche centinaia di metri per un terremoto nel 300 d.C., è stata annessa alla terra ferma grazie alla costruzione in passato di una striscia di terra che fa da ponte e collega così la “nave di roccia” alla penisola di Capo Malea.

L’etimologia del suo nome ne racchiude l’essenza, “mone” (singolo) ed “emvassi” (accesso), per la sua particolare conformazione.

Arrivando da nord, dalla strada ΕΟ Μονεμβασιάς Κροκεών, già in lontananza è ben riconoscibile la sagoma di roccia imponente che ospita il paesino in pietra che si sviluppa alle sue pendici. Da questa distanza, a prima vista, la strada che unisce l’isola alla terra ferma è quasi impercettibile, e la maestosità della montagna rocciosa che ospita il piccolo borgo medievale, restituisce realmente l’illusione di una nave di roccia in mezzo al mare.

Monemvasia fu un importante porto commerciale strategico fondato dai Bizantini e subì la dominazione di Turchi e Veneziani, fino alla Guerra di Indipendenza della Grecia (1821).

Fu proprio la dominazione dei Veneziani che determinò la diffusione di uno dei vini più famosi dei tempi nostri, il Malvasìa. Ebbene sì, proprio i Veneziani, da questa parte di Grecia, importarono e coltivarono il vitigno fino a Malta, Creta e Rodi. Proprio lo stesso vitigno dal quale ora ricaviamo il vino dolce e liquoroso che tutti conosciamo e che viene prodotto in diverse regioni italiane, anche con altri nomi. Ai tempi, non esistevano certo le denominazioni di origine dei nostri giorni come DOC o DOCG.

Ma come raggiungere Monemvasia, e quanti giorni dedicarle per visitarla? E cosa vedere? Dove dormire e dove mangiare? E c’è una spiaggia a Monemvasia? O posso solo trascorrere del tempo nel borgo? Lo so sono queste le domande che mi avete fatto vedendo i nostri post sui social e nelle prossime righe, alla pagina successiva, vi darò le risposte.

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