La storia della sedia gigante di Tripiti a Gavdos

Se stai leggendo questo articolo è per due motivi, anzi tre: in primis è perché sei una persona curiosa, in secondo luogo probabilmente sei un amante della Grecia e infine perché vuoi conoscere la vera storia della sedia gigante di Tripiti, sull’isola di Gavdos.

Dove si trova la sedia gigante di Tripiti

Per iniziare, geolocalizziamoci! Dove si trova Gavdos e la sedia gigante di Tripiti? Siamo in Grecia e Gavdos è una piccola ed impervia isola a sud di Creta, a circa una cinquantina di chilometri dalle sue coste. L’installazione della sedia gigante si trova a Tripiti, la punta più meridionale dell’isola, e non solo di Gavdos… ma questo te lo racconto nelle prossime righe.

La vera storia della sedia gigante di Tripiti

Come vi ho già raccontato in diversi articoli sul blog, i greci amano raccontare le storie del loro paese. Se hai piacere nell’ascoltarli, sono abili narratori e cantastorie di valore storico e culturale impagabile. Proprio grazie ai racconti dell’amico Marinos Pirlimbos, sono venuto a conoscenza della vera storia della sedia gigante di Gavdos, che di seguito vi racconto. Marinos è greco di nascita, ha studiato e vissuto in Italia per diversi anni, dove ha conosciuto sua moglie, per poi trasferirsi ad Atene, dove tuttora vive.

Subito dopo i famosi fatti di Chernobyl, nell’aprile 1986, un piccolo gruppo di 6-7 russi arrivò a Gavdos per un viaggio, non esclusivamente di svago. Uno di loro infatti era stato colpito dalla radioattività emessa dall’esplosione della centrale, e per questo aveva ricevuto un risarcimento dal regime sovietico. I russi scelsero Gavdos, come raccomandato dai medici, perché avevano bisogno di un ambiente pulito e quanto più salutare a livello atmosferico.

Gavdos, grazie all’aria del Mediterraneo, era il luogo ideale. Dopo pochi giorni di permanenza, alcuni del gruppo decisero di stabilire la propria residenza permanente sull’isola. Eh già starete pensando… anche loro affetti di “grecite acuta”!! Ne rimasero quattro per l’esattezza, che pur di rimanere a Gavdos, dopo aver vissuto l’incubo di Chernobyl, si occuparono di tutti i tipi di lavoro, anche i più umili.

Durante la loro permanenza pensarono e costruirono l’installazione della sedia, che utilizzavano come luogo di meditazione e respirazione. La utilizzavano per riempirsi i polmoni di aria fresca e pulita, oltre che per godersi il panorama dell’orizzonte infinito.

Anche la posizione non è casuale. Capo Tripiti infatti, è il punto più a sud dell’isola di Gavdos, di tutta la Grecia e del Mediterraneo, nel cuore del Mar Libico. Un punto simbolico, immerso nella natura e quanto più lontano dall’inquinamento della civiltà occidentale moderna.

La scogliera della sedia gigante di Tripidi
La scogliera della sedia gigante di Tripiti – by Canva

Concludendo

La sedia esiste ancora e forse, è un po’ il simbolo dell’agonia e dell’ansia dell’uomo moderno alla ricerca di un ambiente più pulito e in ricordo del disastro ambientale di Chernobyl e di tutte le “Chernobyl” che ancora esistono.

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