Dettaglio in bianco e nero tra i castelli in aria di Arcevia

Alla scoperta dei Castelli in aria di Arcevia, ecco il miglior itinerario

Vi accompagno in tour per i nove borghi più belli delle Marche, dove il tempo sembra essersi fermato


Dettaglio in bianco e nero tra i castelli in aria di Arcevia

È recente la notizia che ci rende orgogliosi come italiani: le Marche è la seconda regione più bella al mondo. Voglio renderle omaggio ricordando una meraviglia che ho scoperto durante la settimana trascorsa in questa regione (qui il racconto completo della settimana), che finalmente ha avuto un riconoscimento che merita.

Ebbene sí, non lo dico io ma una vera e propria autorità in ambito turistico; la Lonely Planet Spa, stilando la tradizionale classifica annuale “Best in Travel” nell’edizione 2020, posiziona la regione italiana al secondo posto, dietro solo alla “Via della seta” dell’Asia centrale, nella classifica relativa alle regioni da visitare.

In questo articolo vi sveleró ben nove delle tante meraviglie che ho potuto scoprire durante il mio viaggio in questa regione: i “Castelli in aria” di Arcevia. Ecco i loro nomi:

  • Avacelli
  • Castiglioni
  • Montale
  • Piticchio
  • Loretello
  • Nidastore
  • San Pietro in Musio
  • Caudino
  • Palazzo

Cosa sono e dove si trovano?

Si tratta di nove borghi medievali, che hanno mantenuto le loro caratteristiche architettoniche del tempo. Il nome di “Castelli in aria” deriva dalla loro posizione, elevata in cima ad alture, ai tempi strategica per difendersi dagli attacchi nemici.

Fanno parte tutti e nove del comune di Arcevia, in provincia di Ancona, situati nel territorio collinare compreso tra gli appennini marchigiani e i litorali del mare Adriatico. Molto vicini tra loro si prestano alla visita anche in una sola giornata.

Caratteristiche

Questi piccoli borghi hanno mantenuto il loro stile architettonico del tempo medioevale (in alcune loro parti ricostruito sapientemente), caratterizzati da mura esterne difensive, viottoli in ciottolato, torrioni e chiese.

Ma oltre alla loro importante testimonianza storico – culturale, mi ha molto colpito l’atmosfera che trasmettono: passeggiando nel silenzio dei loro vicoli, sembra veramente che il tempo si sia fermato al quell’epoca “di mezzo”.

Casette in pietra e portoncini in legno, chiesette centenarie che presidiano piccole piazzette, antichi ritrovi delle comunità locali. E silenzio, tanto silenzio…un silenzio quasi assordante! Pensate che alcuni di questi comuni contano solo qualche decina di abitante.

Percorso

Mappa alla mano, ero partito di buon ora quel mattino, intento a visitare tutti i nove borghi sospesi. Dopo una prima doverosa visita al comune di Arcevia, proseguo con l’itinerario stabilito. Caudino, Palazzo, San Pietro in Musio, Loretello e Nidastore sono state le tappe del programma mattutino. Va detto che tutti i paeselli sono racchiusi in una manciata di chilometri, quindi è possibile visitarli agevolmente spostandosi in auto. Per il pomeriggio programmai il restante in quest’ordine: Piticchio, Montale, Castiglioni e Avacelli.

Vi consiglio di seguire lo stesso ordine se desiderate visitarli in giornata. Organizzai il percorso per ottimizzare tempi e chilometri. Se invece, volete seguire un’ itinerario più lento, potrete visitare quelli che ho indicato al mattino nella prima giornata, e terminare in un secondo giorno con quelli che ho visto il pomeriggio.

La mappa dell'itinerario per i castelli in aria di Arcevia

Aneddoto

Raggiunta ora di pranzo mi trovai appunto a Nidastore e non avevo programmato nulla per pranzo, convinto che in Italia un posto dove mangiare si trovi sempre. In realtà molti di questi comuni hanno una comunità che conta pochissimi abitanti e di conseguenza la presenza di attività e servizi non è così scontata. Fortuna volle che a Nidastore sorge una graziosa trattoria di paese che, nonostante il tardo orario (erano le 15 circa) mi diede la possibilità di pranzare, con una raccomandazione: “abbiamo chiuso la cucina e la cuoca è andata a casa, ma posso servirti affettati e sottaceti da accompagnare a della crescia (tipica marchigiana) che ti preparo al momento”… ero affamato, quindi accettai con piacere la soluzione proposta, conscio che certi prodotti da queste parti sono sublimi.

Un vicolo dei castelli in aria di Arcevia

Prodotti a chilometro zero, o anche meno

E sublimi furono, affettati tipici come il prosciutto marchigiano, la coppa e il ciauscolo. Per non parlare della varietà di sottaceti ad accompagnamento dei quali ancora ora ricordo su tutti le cipolline in agrodolce. Tutto servito con la tipica crescia calda, una specie di piadina (non me ne vorranno nè i marchigiani nè i romagnoli) tirata più alta nell’impasto di farina, uova e strutto, a forma tonda, cotta in forno e in alcune varianti ripassata sulla graticola con del lardo. Dite la verità, vi è venuta l’acquolina???

La casualità di essere l’unico cliente del momento mi concedette un servizio esclusivo e alla mano, tipico delle trattorie di paese; qualità dei prodotti e genuinità nel servizio contraddistinsero il pranzo, scambiando due chiacchiere in compagnia della ragazza che terminava di sistemare il locale. Il calore e l’accoglienza mi fecero sentire a casa, più abitante del luogo che turista ritardatario.

Curiosità e conclusione

Scambiando pensieri e idee, la cameriera dell’osteria dove pranzai mi confidó che il borgo di Nidastore registrava all’anagrafe poco più di una ventina di abitanti. Potete immaginare l’atmosfera che respirai tra i suoi viottoli dopo pranzo?

La sensazione nel visitare questi borghi è che veramente qui il tempo si sia ad un certo punto della storia fermato, e che l’orologio abbia ripreso a battere i secondi molto più lentamente rispetto al mondo che li circonda. Luoghi dove il valore del saluto vale più di un treno perso, dove scambiare una chiacchiera con uno sconosciuto è un motivo di arricchimento e dove, se anche la cucina è chiusa, qualcosa da mettere sotto i denti si trova.

Valori che forse, chi vive nelle grandi città come me, a volte perde di vista, e che è talvolta bene rivivere per ricordarsene l’esistenza.

Visitate i Castelli in aria di Arcevia e le altre meraviglie che la regione Marche offre. Scoprirete la seconda regione più bella del mondo, parola di Lonely Planet.

Buon Viaggio!!!


4 pensieri su “Alla scoperta dei Castelli in aria di Arcevia, ecco il miglior itinerario

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