Monemvasia, unico accesso l'isola non isola del vino Malvasia

Unico accesso Monemvasia, isola non isola del famoso vino Malvasìa

Se avete buone gambe potete incamminarvi per la cima dell’aspro promontorio che sovrasta Monemvasìa e che ospita la Chiesa Ortodossa di Agia Sofia (in greco Αγίας Σοφίας). Oltre ad ammirare la sua architettura, risalente al XII secolo, potrete ammirare lo sconfinato panorama dall’altro versante dell’altura, in direzione nord. Vogliamo darvi un consiglio, armatevi di acqua, cappello per il sole e scarpe da ginnastica comode, altrimenti farete come noi, costretti a scendere “ciabatte in mano” per non rischiare cadute per la pavimentazione in pietra scivolosa.

Altra esperienza che non dovete assolutamente perdervi è camminare di sera, anche tardi, per le sue viuzze che formano un labirinto nel quale è scontato perdersi ma inevitabile poi ritrovarsi… il paese è tutto lì.

Allora cenate in qualche affascinante taverna con patio esterno e vista panorama da cartolina, ce ne sono tante, fatevi mostrare l’esterno e deciderete… dopo cena gustatevi un bicchiere di vino locale, dolce e liquoroso, come si dice… che va giù da solo… e poi perdetevi tra i vicoli… abbandonate il “porto sicuro” della via principale e camminate senza una meta precisa… finirete inevitabilmente in casa di qualcuno, non preoccupatevi, chi vive lì è abituato, e l’accoppiata “sorry” e sorriso in caso saranno dalla vostra. Spingetevi fino alle mura inferiori, e con un cielo stellato come soffitto, il solo sciabordio delle onde che si infrangono sugli scogli ai piedi delle mura come musica, vi sembrerà di essere parte di un set cinematografico… giratevi dando le spalle al mare, le fievoli luci del borgo lo coloreranno di giallo ocra e vi aiuteranno a ritrovare la via del rientro.

Il giorno dopo è tempo di saluti, si riparte per un’altra tappa, l’isola di Elafonissos ci aspetta, siamo impazienti di conoscere finalmente Francesca e Jackie. Ma prima di riprendere il viaggio, ci togliamo lo sfizio di immergerci anche nelle acque di Monemvasia, come nel resto della Grecia, limpide, a tratti smeraldo, azzurre e blu profondo all’orizzonte. E allora vi diamo l’ultimo consiglio… Monemvasia non ha spiagge, se non due piccoline di ciottoli fini all’inizio del ponte che la collega con la terra ferma. Ma sulla strada che dall’unico ingresso accompagna alla porta delle mura, si possono trovare angolini tra gli scogli dove potersi tuffare e risalire agilmente con comode scalette improvvisate ma efficientissime.

Spero di avervi dato utili consigli e sono fiducioso che Monemvasia vi rimarrà nel cuore. Fatemi sapere cosa ne pensate quando la visiterete e ricordatevi di lasciare un like all’articolo. Se poi volete saperne di più di questo nostro viaggio, vi invito ad iscriverti gratuitamente alla newsletter che trovate qui sotto, prossimamente scriveremo altri articoli, e di partecipare alla più entusiasmante community Facebook che Travel Diary 19 ha creato, il gruppo privato Greciami ancora, con entusiasmo!

Buon Viaggio!!!

[jetpack_subscription_form show_subscribers_total=”false” button_on_newline=”false” custom_font_size=”16″ custom_border_radius=”0″ custom_border_weight=”1″ custom_padding=”15″ custom_spacing=”10″ submit_button_classes=”” email_field_classes=”” show_only_email_and_button=”true”]

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.