Italia: le barche volanti di Lampedusa

Lampedusa: tra barche volanti, tovaglie e sorrisi


Lampedusa: un pezzo di terra in mezzo al mare. Un mare che abbraccia tutti i colori del blu, dall’azzurro al turchese al celeste intenso.
Ma nonostante il sole, il mare e la sabbia bianca, la bellezza di questo posto è la gente: la generosità, il senso dell’accoglienza e la semplicità di un popolo che nella difficoltà ha dato molto senza chiedere nulla in cambio. Un’ isola che molti viaggiatori, complici i giornalisti e i media schiavi della notizia da sbattere in prima pagina, hanno dimenticato, credendo di trovare miseria, povertà e squallore in ogni angolo di strada. Beh mi dispiace deluderli, perché se è vero che il problema dell’immigrazione c’è, non è questo un buon motivo per rinunciare a scoprire la bellezza di Lampedusa.
Al contrario è questo il momento di sostenere e ricambiare quello che i lampedusani hanno fatto per la gente, facendo rivivere l’isola e non lasciandola “morire”. Quindi, se è vero che non si viaggia solo con gli occhi ma anche con il cuore, preparate un bagaglio leggero e volate a Lampedusa! 

Ho vissuto 3 mesi a Lampedusa per lavoro, una lunga, calda e umidissima estate. Ho visto poco il mare, perché lavorare in un posto di mare non significa andare al mare.  Ma per me Lampedusa è il sorriso di Angela e Maria madre e figlia proprietarie del B&B Paradise che non mi hanno mai fatto mancare un caffè o un finocchietto a qualsiasi ora del giorno, un piatto di pasta a cena perché siete ‘stanchi e da soli quaggiù’. Perché chi è di giù lo sa che l’Italia non ha un nord e un sud, ma bensì un su e un giù, e se non ci avete mai fatto caso più di tanto prendete una mappa e vedrete che qui siamo veramente giù, tanto giù che Marco, il mio collega di Bergamo non capiva neanche l’idioma, abbiamo dovuto spiegargli tutto: che la salvietta non esiste ma esiste la tovaglia da bagno e da mare, che il cocomero potrebbe anche essere la zucchina, che il poggiolo giù non sappiamo neanche cosa sia.

Gli abbiamo dovuto insegnare che le auto hanno un clacson e se ce l’hanno lo devi usare e mica per suonare ai semafori,  che per inciso a Lampedusa non ci sono nemmeno, ma per chiamare un amico per strada e semplicemente salutarlo, l’assioma è facile: suoni il clacson, chiami a gran voce, saluti e prosegui!

Al netto di tutto ciò Lampedusa ha un mare che dire turchese mi pare anche un po’ di offenderlo… la spiaggia dei Conigli, eletta più volte tra le più belle del mondo, merita a pieno il titolo di reginetta. Sabbia bianchissima e acqua trasparente vi ripagheranno di un po’ della fatica per arrivarci, armatevi di copricapo, ombrellone e acqua perché una volta scesi risalire è dura e la spiaggia non è attrezzata.

Le spiagge sono tantissime dalle più facili della Guitcia e cala Pisana la mia preferita, a quelle un po’ più difficili da raggiungere come Cala Creta, a quelle raggiungibili solo via mare come la Tabaccara, dove potrete osservare il fenomeno delle barche volanti: l’ acqua è così trasparente che le barche sembrano sospese, un effetto ottico che pochi mari al mondo possono vantare.

Affidatevi ad un marinaio del posto per un giro dell’isola, è assolutamente irrinunciabile. Alcune barche come la Sciatumia di Gianfranco fanno anche l’alba a bordo. Sveglia alle 5,00. Alle 5,30/6.00  si parte, si punta a levante e via. L’attesa di un giorno che nasce ha sempre qualcosa di emozionante, magico e poetico, se poi aggiungi qualche cannolo siciliano, qualche pasta e un caffè caldo capitolerebbero anche i cuori più duri.

Perché si sa… Il mare stanca e mette appetito e state pur certi che a Lampedusa non morirete di fame. Inutile sottolineare che il pesce trionfa in tutte le sue forme, tonni e ricciole cucinati dal più classico metodo al rivisitato, imperdibile la carbonara di tonno di Portu ‘n Toni, con buona pace dei puristi della carbonara e dei vegani, che Dio li abbia in gloria!

Melanzane in tutte le salse, caponata come se piovesse. Anche qui abbiamo dovuto spiegare al collega di su che la caponata è buona perché è fritta… Per il primo mese è stato convinto di essersi tenuto leggero perché ‘tanto è verdura’, poi ha scoperto il meraviglioso mondo del fritto!

E poi l’annosa questione: arancini o arancine? La questione si dibatte da anni e resta irrisolta ma in fondo, importa qualcosa? Maschile o femminile che siano. sono buoni uguali e sono buoni tutti, dai classici bianchi, rossi e rivisitati al pesce.
E per finire in bellezza una granitina con panna al Paradise o al Bar dell’amicizia no??  E dai su, che siete in vacanza voi, quindi lasciatevi tentare.

Per noi altri che invece l’abbiamo vissuta per lavoro è stato un po’ diverso ma assolutamente ed ugualmente stupendo. All’inizio quando siamo arrivati avevo preannunciato, ad un disperato ragazzo di su, cosa sarebbe successo a fine stagione parafrasando un noto film: chi viene giù al sud piange due volte, la prima quando arriva e la seconda quando deve andare via… e beh credete forse che io o lui abbiamo fatto eccezione?

Forza cosa aspettate? Lampedusa e i lampedusani vi aspettano!!!

4 pensieri su “Lampedusa: tra barche volanti, tovaglie e sorrisi

  1. Sono stata a Lampedusa quasi 20 anni fa. In 20 anni ho girato mezzo mondo ma il blu di Lampedusa non l’ho mai ritrovato in nessuna parte del mondo, anche nelle c.d isole/spiagge per ricchi. E la gente ? È proprio quella descritta nell’articolo, ospitale e solidale, inizialmente forse un po’ chiusa ma, dopo poco, con le braccia aperte che più aperte non si può ! Bei ricordi… ci tornerò spero presto con la mia famiglia

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