il mio peloponneso, Grecia

Il mio Peloponneso, i vostri racconti

Dall’amore per la Grecia, che nutro da anni, ho deciso di dedicare uno spazio ai vostri racconti, chiedendo di raccontare qualsiasi cosa vi venisse in mente della vostra esperienza in Grecia. Ne sono usciti simpatici racconti, passionali scritti e foto da sogno. Siete curiosi di leggerli? Dopo i contributi sulle Cicladi, quello isole Ionie e del Dodecaneso eccovi il magico mondo del Peloponneso! Se vi va seguiteci sul gruppo Facebook Greciami ancora, con entusiasmo!

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Mystras, Monenvasia, Elafonissos… l’ OTR di Arianna

di Arianna Lanari

Dopo anni di viaggi fuori Europa, nell’estate del 2018 ci facciamo sedurre dal richiamo della Grecia, così decidiamo di tornarci: destinazione Peloponneso. L’avventura inizia con l’imbarco da Ancona per Patrasso. Dopo 22 ore di navigazione lo sbarco in terra ellenica è carico di curiosità e voglia di esplorare. Si parte per il nostro viaggio itinerante di 14 giorni alla scoperta del Peloponneso. Dopo circa tre ore di guida arriviamo a Mystras, piccolo villaggio vicino Sparta. Siamo in Laconia, regione storica dell’antica Grecia, terra di impavidi guerrieri. L’antica città bizantina di Mystras alle pendici del monte Taigeto, sito patrimonio Unesco, è il preludio di una sinfonia di emozioni che ci avrebbe regalato questa terra sorprendente. La selvaggia penisola del Mani con il suo paesaggio roccioso e aspro e gli sperduti villaggi di case-torri, offre suggestioni da terra di frontiera e baie con un mare da sogno. Elafonissos, l’isoletta con il mare cristallino dalle innumerevoli sfumature di azzurro, dove i giorni scorrono con ritmi lenti. L’imperdibile Monemvasia, che al tramonto si tinge di rosso. Le spiagge a sud semi deserte, la costa a nord alta e frastagliata che si scopre percorrendo una strada di tornanti infiniti fino alla baia di Kiparissi. Infine l’Argolide con l’elegante città di Nafplio, le piacevoli località costiere del golfo Argosaronico e il magnifico sito di Epidauro.

Da un libro alla mappa, alla realtà

di Mary Ferrero

Agosto 2019

Un libro, Mani di Fermor, una mappa cartacea più grande del parabrezza dell’auto, un piede appena sgessato, un volo ricomprato il giorno prima e un improbabile scalo a Sofia: il mio Peloponneso è iniziato così, con un arrivo notturno all’aeroporto di Kalamata, dove insieme a due ragazze serbe e una decina di bulgari abbiamo atteso per un’ora tra le sterpaglie un autobus inesistente che invece esisteva ma ci ha mollato in una zona in mezzo al nulla che non centrava affatto con il lungomare dove dovevamo andare… ma il gestore dell’hotel dice che ci aspetta, “no problema”.

E così è stata tutta una discesa: eccoci ripescati da un taxi, condiviso con le ragazze serbe, ecco l’hotel, dall’insegna un po’ storta, gli impianti sparsi e un balcone proprio sul lungomare di Kalamata, eccoci all’una di notte con i piedi nella sabbia, seduti al tavolo, davanti a olive di Kalamata, sardine grigliate e Ouzo a brindare, ce l’abbiamo fatta! Il giorno dopo un ragazzo gentilissimo ci ha portato l’auto noleggiata bussando direttamente alla porta della stanza dove eravamo rimasti addormentati.

E così ho srotolato la mia mappa gigante e siamo partiti per il nostro viaggio, un migliaio di chilometri e qualche traghetto attraverso i panorami incredibili e i villaggi del Mani, dove a un certo punto si supera un cartello “last gas station” e sembra di uscire da tutto, la vivace Areopoli, la penisola di Vatiki, deserta anche in pieno agosto, la rocca di Monemvasia, le spiagge paradisiache dell’isola di Elafonissos, l’isola di Kythira con i suoi villaggi e relitti, il ventoso porto di Githyo, la spartanissima Sparta moderna, di notte sorprendentemente vivace, le rovine incantate della città di Mystras, le pendici del Taigeto, le terre piene di uliveti della Messenia, la baia di Navarino, la spiaggia di Vodokilia, le fortezze di Methoni e Koroni, antichi occhi di Venezia, Kalamata, che va esplorata lontano dalle ore centrali della giornata, altrimenti ci trovi solo i venditori di velieri. Per non stordire (ulteriormente) nessuno lascio parlare le foto, immaginate siano cartoline spedite dai vari luoghi 😉

A questo link potete trovare la mappetta interattiva dell’itinerario: https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=1DhTSzMO4gO3PQzsYNqC8U_j2JbyXGrCH&usp=sharing


Il Periplo del Peloponneso

di Carmine Savarese

Questo e’ il mio Peloponneso, grazie TravelDiary19 per l’opportunità di lasciarmi condividere la mia esperienza!…Parcheggio il Ducato in una via secondaria e mi incammino da solo in un vicolo che porta alla parte antica del borgo, intuisco che si tratta di un luogo interessante. Giro l’angolo, mi ritrovo in una piazzetta dove la pietra domina in ogni costruzione e vedo un un piccolo hotel molto affascinante, siamo al limite dell’ora della siesta greca, appena dopo le 18. Suono il campanello un paio di volte. Niente. Mi dirigo verso il lato della piazza che costeggia la chiesa di Areopoli e mi ritrovo in una scena surreale; totalmente mediterranea e senza tempo. Il sole e’ ancora implacabile nel tardo pomeriggio di Luglio, le serrande sono tutte abbassate e di fronte alla chiesa, tutta in pietra chiara consumata dai secoli, c’è l’intero paese vestito a lutto. Sono tutti riuniti per congedarsi da una persona che, a giudicare dal numero di presenti, deve essere stata notabile ed amata. Percepisco l’odore d’incenso che si diffonde dall’interno della chiesa ortodossa che vibra al lume fioco delle candele. C’è il pope, solenne, che compie la liturgia; gli uomini con i baffi neri e folti fumano e parlottano sulla soglia, le donne con il capo coperto sussurrano una nenia. Tutto intorno il deserto. Mi si avvicina un uomo alto con una barba grigia incolta; e’ vestito di scuro e con gentilezza, in inglese, si scusa per non aver risposto al campanello che avevo suonato poco fa. L’hotel è il suo ma il defunto gli era persona vicina e pur avendo camere disponibili preferisce non affittarle stasera. Segno di rispetto. Lo ringrazio, gli dico che lo capisco e proseguo la mia esplorazione. Areopoli, seppur in questo triste frangente, mi pare così vera e genuina, piacevole, belle case, belle strade. Devo assolutamente trovare da dormire per qualche giorno… A questo link potete scaricare gratis il PDF con tutto il testo e le foto del mio reportage guida sul Peloponneso. Clicca QUI


Qui mi sento a casa

di Annalisa Beghè

Ancona/Patrasso 1984, così comincia la mia avventura di trenta giorni on the roaad in una terra sconosciuta, la Grecia. Lo Stretto di Corinto è un fantastico passaggio dove passano le navi (così lo definì la mia amica). Atene, Il Partenone. Un giorno intero ad ammirare qualcosa di meraviglioso.

E poi Sparta… Kalamata… Olimpia… Ho amato tutto, dal cibo alla storia, alle persone così semplici che bastava sorridere per essere già amici.

Dopo 35 anni sono tornata e ho visitato la Messenia. Inutile dirlo era tutto come lo avevo lasciato: Spiagge deserte nel mese di agosto, e la già conosciuta ospitalità del popolo greco. Ritornerò perché quella è la mia terra… Lì mi sento a casa!

Mare, storia, borghi, archeologia… la culla della civiltà

di Silvia Cena

La Grecia per me non è solo isole. Sarà che il consorte non ama viaggiare in aereo ma preferisce una vacanza on the Road and on the boat per forza di cose il primo approdo greco è rappresentato da Patrasso. Una volta si va a Zante, poi a Corfù, fatto sta che la curiosità verso quel territorio che attraversi per qualche km ti attrae sempre più. L’anno scorso quindi abbiamo deciso di dedicare quasi l’intera vacanza al Peloponneso. Inizio da Voidokilia, uno spettacolo della natura, poi la meravigliosa fortezza di Methoni. Il paesaggio intorno a Kalamata è un susseguirsi di olivi e aranceti. Oltre al mare ci sono i monti, il Taigete che si attraversa percorrendo una strada immersa nel verde dei boschi. Poi c’è Sparta, Monmvasia, Corinto. Questi sono i posti che ho visto in pochi giorni. Il Peloponneso è talmente vasto e vario, perché raccoglie mare, monti, coltivazioni, storia, siti archeologici, pittoreschi villaggi che forse non basterebbe un anno intero a vederli tutti. Per me è il Peloponneso la mia Grecia, perché è la vera Grecia, quella autentica, dove il turismo di massa non è ancora arrivato e non è fatta solo di spiagge, taverne e tramonti.

Quasi alle mani nel… La Mani

di Alfonso Lamartina

Per carità, lo so che al Peloponneso mi legano ben altri ricordi ma quello che non posso dimenticare è un litigio memorabile, probabilmente perché l’unico nella terra degli dei in decenni di frequentazione, che ha richiamato nella piazza del paese tutti gli indigeni.

Siamo nel Mani, escludendo che io dica “nelle Mani” primo perché allora non lo sapevo che era femminile e secondo perché ora che lo so mi suona male.

Gli anni sono quelli a finire dell’80 e il turismo da quelle parti è ancora alle prime armi; ci fermiamo nella piazza del paesino ed entriamo in una bottega di antiquariato locale, chiamiamolo così: qualche giara, qualche attrezzo agricolo, pentole di rame e, attrazione irresistibile per mia figlia di due o tre anni, un mini tavolo con attorno delle mini sedie su una delle quali lei corre a sedersi.

Non l’avesse mai fatto! il bottegaio reagisce come e più che se avessimo messo in dubbio le virtù di sua moglie, quando sarebbe bastato dire alla bimba di alzarsi.

Ora io sono buono e caro, così si dice, ma a tutto c’è un limite e allora ho reagito con altrettanta veemenza e questa volta sì, raccogliendo quel poco di greco che conoscevo, ho affermato categoricamente che non solo la moglie ma anche la madre e quasi certamente le sorelle sbarcavano il lunario esercitando la professione più vecchia del mondo… e se non accorrono i vecchi del villaggio a separarci, la cosa non so che piega avrebbe preso.


La Pasqua Ortodossa della Mani

di Gianluca Giustarini

Il Peloponneso, da molti definito la parte più vera ed autentica della Grecia  pieno di storia, arte, archeologia e tante spiagge spesso ingiustamente sottovalutate.

Ecco, il mio Peloponneso l’ho vissuto un’ unica volta nel 2019 e in parte piuttosto limitata rispetto alla sua estensione. L’occasione però è stata una di quelle assai speciali : la Pasqua ortodossa, la mia prima in Grecia . Qualcosa che per atmosfera, intensità, partecipazione difficilmente si dimentica.

Ebbene il mio giro parte davvero col botto: il Mani. Questa penisola è davvero una Grecia dentro la Grecia. La pietra qui la fa da padrona, quella pietra dura che sa guardarti negli occhi e raccontare la sua storia. Aeropoli ne è l’esempio più calzante.

E poi le grotte di Diros, le splendide baie di Limeni e Gerolimenas ( dove il 28 aprile ho pure fatto il bagno), le rovine di Vathi (ormai pressoché abbandonata), le belle spiaggette e i panorami unici, rendono questo luogo letteralmente magico.

E di qui a Monemvasia, altro luogo incantato, una città forticata di rara bellezza sormontata da una rocca con una chiesa Bizantina, da cui di gode un panorama da sogno. Qui abbiamo vissuto la partecipata processione nel paese, incontrando con piacere una coppia di amici toscani, che avevamo programmato di vedere già dall’ Italia.

E poi siti storico /archeologici di grandissima rilevanza quali Micene, il teatro di Epidauro, Corinto, l’antica città di Mystras, la bella e moderna Napflio e per finire la cerimonia del sabato Santo con il suggestivo falò del fantoccio di Giuda in mezzo al mare a Tolo…

Il ritorno a casa lo ha sancito il saluto presso il sempre spettacolare canale di Corinto.


Non solo mare, il mio Peloponneso

di Hasya Franca Cosi

La prima volta che sono andata nel Peloponneso è stato durante una vacanza ad Atene. Abbiamo noleggiato l’auto e ci siamo diretti a Tebe, proseguendo per il Monte Parnaso e poi Delphi. Pernottamento.

La mattina seguente abbiamo attraversato il nuovo ponte a Patrasso e visita al sito di Olympia. Siamo risaliti e fatto tutto il golfo di Corintho: bellissimi panorami. Abbiamo visitato la vecchia Corinto e recati nei pressi di Epidauro. Pernottamento.

La mattina seguente visitato il meraviglioso teatro di Epidauro e tutto il sito archeologico circostante. Poi visita a Micene e Argo. Passeggiata a Nafplio e pernottamento.

Il giorno successivo stretto di Corinto e rientro ad Atene.

È stato un tour fantastico, anche se purtroppo, e mi vergogno un po’ a dirlo, è stato turbato dalla presenza consistente di animaletti che mi terrorizzano: le cavallette!

Sembrerà strano, ma purtroppo non riesco a gestire le emozioni quando le vedo… e ce n’erano tante! Tanto che a Micene non sono riuscita a visitare il museo perché sono scappata in auto! Anche Delphi bellissima, ma vissuta male per lo stesso motivo. Mi fa arrabbiare di brutto questa limitazione. Ma cosa posso fare?

La seconda volta nel Peloponneso è stata quando ero in vacanza a Kythira e abbiamo fatto 3 giorni ad Elaphonissos. Solo un breve passaggio da Neapoli a Pounta. Certo mi piacerebbe tornarci per visitare la Mani, Sparta, Monemvasia ecc… ma sono bloccata dal terrore di quelle bestie orrende!


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Buon Viaggio!!!

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