Le mie Ionie, i vostri racconti

In collaborazione con il gruppo Facebook “A ciascuno la propria Grecia“, che ho l’onore di amministrare insieme a Daniela, autrice dell’omonimo blog, ho deciso di dedicare uno spazio ai racconti degli iscritti, chiedendo di raccontare qualsiasi cosa gli venisse in mente della loro esperienza in Grecia. Ne sono usciti simpatici racconti, passionali scritti e foto da sogno. Siete curiosi di leggerli? Dopo i contributi sulle Cicladi, eccovi le isole Ionie!

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La mia prima Grecia

di Martina e Flavio

Le ionie sono isole che porto nel cuore, per un motivo forse “sdolcinato”: Cefalonia ed Itaca (2012) e a seguire Zante (2014), sono state la “prima Grecia” insieme al mio attuale fidanzato Flavio. Le ionie, nei miei ricordi, saranno sempre le avventure di due praticanti avvocati senza una lira, angosciati dall’imminente esame di abilitazione, che hanno macinato centinaia di km a bordo di un cinquantino scassato salendo su per i monti con le valigie appresso (e spesso io a piedi a spingerlo perché non ce la faceva!!). Sono il mare più bello che io abbia trovato nelle innumerevoli isole sinora visitate, sono le persone fantastiche che abbiamo incontrato, che ci hanno insegnato “una faccia, una razza” e ci facevano trovare le birre fresche in frigo, invitandoci alle feste paesane nei cortili delle scuole. Sono un’anziana signora ad Itaca, che ci ha aperto una chiesa per farcela visitare, facendoci da guida turistica, in greco, senza che capissimo una sola parola. Sono la meraviglia e la sorpresa di un pranzo a Fiskardo, con un mucchio di pesce fresco scelto direttamente dal secchiello in cucina, che avevamo il terrore di non poterci permettere e che invece (non lo sapevamo!) abbiamo pagato una sciocchezza, increduli! Sono le tartarughe “caretta caretta”, che da quel viaggio, è diventato anche il mio nomignolo. Le ionie, insomma, devo ringraziarle perché sono state la mia prima vera esperienza di Grecia vissuta da viaggiatrice, da amante, e non solamente da semplice turista.

Corfù

di Samantha

Corfù, agosto 2019. Sono partita prevenuta perché, avendo visto quasi tutta la Grecia, non ero ispirata da Corfù. Invece sono rimasta incantata, dal calore delle persone, che solo i greci sanno dare, dai tramonti spettacolari e dal mare cristallino. Per non parlare del cibo squisito e delle meraviglie viste dagli occhi dei bambini.


di Mary

2013, memore di un libro di Durrel, “La mia famiglia e altri animali”, e di cui ricordavo solo la parola buganville, scelgo Corfù. E’ la prima volta che mettiamo piede in Grecia, è fine settembre, poca gente, colori meravigliosi, usciamo dall’aeroporto e subito ci perdiamo tra strade poco segnalate sopra l’Achilleion; prima cena davanti alla luna che si riflette nel tratto di mare tra noi e la costa greca e quella albanese, che luccica poco distante, e siamo già irrimediabilmente catturati. Il fascino veneziano di Kerkyra e l’ospitalità della famiglia che gestisce lo studios fa sentire parte della famiglia anche noi; il vento della laguna di Korission, dove si può passeggiare su una striscia di sabbia con acqua di fronte e alle spalle; le acque senza fondo di Paleokastritsa e il monastero pieno di gatti; il sud dell’isola a stagione finita, che sembra il set di un film post apocalittico di costruzioni mezze abbandonate e il monastero in mezzo al mare; il nord con surreali località trasformate in una specie di Inghilterra greca e l’Achilleion, meglio noto come palazzo di Sissi, meraviglioso e pasticciato al tempo stesso. Torniamo a casa dopo una settimana, a bordo di un aeroplanino a elica poco più grande di un bus, dispiaciuti di lasciare l’isola di Corfù e curiosi di scoprire ciò che ci riserverà la prossima, Cefalonia.


di Luigi

La mia prima volta in Grecia è stata nel 1987 (Parga), per poi approdare a Corfù; e dopo quel primo impatto sono tornato costantemente gli anni successivi. Le solite ferie di sette giorni prima, dieci giorni l’anno dopo, per infine passare a due settimane piene a giugno e due a Settembre. Ma dal 2014 ho sperimentato la formula Aprile (Pasqua Ortodossa Corfiota) fino ai principi di Ottobre. Elencare le sensazioni che provo in Grecia sarebbe lungo da scrivere. Le racchiudo semplicemente in quattro parole: amicizia, natura, serenità e mare!

Itaca

di Gianluca

Premetto che le Ionie non sono la mia Grecia preferita, ma sono sempre Grecia, mare cristallino, spiagge mozzafiato, panorami da sogno, tanta filoxenia e siga siga.
Cefalonia, Zante e Itaca nel 2013. Lefkada e Meganisi nel 2014.
La mia preferita? Sicuramente Itaca tra storia, paesaggi da favola, calette da sogno e tranquillità a perdita d’occhio. Vi lascio con un ricordo flash dalle altre quattro: Cefalonia, la sabbia rossa di Xi beach; Lefkada, la gita con l’odyssea a visitare i luoghi di Scorpios cari a Jacqueline Kennedy. Il tramonto di Keri a Zante. Le viuzze di Spartachori a Meganisi.
Un abbraccio

Khytira o Citera

di Mary

Kythira, Citera, Cerigo o Kythera, sempre lei, l’isola di Afrodite… una ionia che se ne sta per i fatti suoi, ai piedi del Peloponneso sulla via di Creta, senza assomigliare a nessuna.

Un paio d’ore di ventoso traghetto da Neapoli o Githio ed eccola che appare, brulla e assolata, si sbarca a Diakofti, poco più che un attracco con due relitti e una spiaggia dall’acqua stupenda. I villaggi principali sono nell’entroterra: la Chora a sud, minuscola e di un bianco abbagliante, con una stupenda vista sulla doppia baia di Kapsali, e Potamos a nord. Quest’ultimo al sabato mattina riserva la sorpresa di un vivace mercato, ed è vicino a Agia Pelagia, il nostro ventoso alloggio; un paese grande, per gli standard dell’isola, qualche ristorante e parecchi hotel, l’unico in cui abbiamo trovato posto dopo aver scritto inutilmente a tutti gli studios del sud dell’isola. Ma va bene, Citera sembra dirti alloggia dove vuoi, tanto ti farò guidare parecchio. Non è affollata, nemmeno ad agosto, e le sue spiagge sono tutte diverse, si trovano dalle rocce normali alle rosse, fino alla sabbia… si raggiungono attraverso strade scoscese, per lo più fattibili in auto; l’acqua è calda e cristallina, il vento si diverte a portarsi via tutto e a piegare come margherite gli ombrelloni inadeguati come il nostro. E’ un’isola che colpisce, a noi è piaciuta molto.

Cefalonia

di Annalisa

Agosto 2015
Solo per curiosità… Solo perché una persona aveva parlato così bene di questa isola che abbiamo deciso di prendere il volo e andare. Direzione Argostoli, era lì il nostro hotel. Abbiamo noleggiato uno scooter 250cc e la prima mattina, di buon ora, ci siamo avventurate alla scoperta di spiagge nascoste con una sola cartina in mano. Mentre con la moto il vento ci accarezzava i capelli la temperatura cambiava man mano che si saliva. In certi momenti faceva freddo. Piccoli mufloni attraversavano la strada, facendoci rallentare… chilometri e chilometri per scoprire splendide spiagge e un mare che credo di non avere mai visto, di un azzurro spettacolare. La bellissima grotta azzurra, Mirtos, Fiskardo, Petani, la spiaggia delle tartarughe e la bellezza di vederle riposare in riva al mare. Dopo 7 giorni e 800 chilometri in moto, siamo tornate a casa consapevoli che Cefalonia non l’avremmo mai scordata.


di Ari Anna

Luglio 2019 Cefalonia!!!

Scelgo questa meta dopo aver visto foto mozzafiato. Parto con la paura che non sarà come nelle foto, ma rimango sorpresa dalla reale bellezza dell’isola che in molti casi supera anche quelle foto che sembravano ritoccate.
Anche l’ospitalità della gente mi lascia a bocca aperta. Non siamo ospiti, siamo come vecchi amici che vengono accolti con gioia e salutati alla partenza con affetto!! 
Ogni angolo dell’isola vale la pena di essere scoperto e vissuto.
Cefalonia…. aspettami, perché se non sarà quest’estate, sarà la prossima, ma tornerò!!! 


di Rossella

Le isole ionie sono il mio paesaggio ideale. Lussureggianti, ma sanno essere aspre e brulle al tempo stesso, la dolcezza dei panorami fa da contraltare a drammatiche scogliere bianche a picco su un mare che più bello non si può. Così Lefkada, così Zante, così Cefalonia, la perla dello Ionio, quella che definitivamente mi ha rapito cuore e sensi.
Cefalonia contiene la bellezza di Zante e Lefkada, e la enfatizza ed amplifica, con il suo paesaggio pittoresco fatto di baie turchesi, cardi di mare e ginepri, cipressi ed ulivi che finiscono direttamente in acque trasparenti, tingendole di smeraldo…. Un sogno, un’overdose di bellezza che ti lascia stordito!


di Mary

L’aereoplanino Sky Express si avvicina a Cefalonia, volando così lentamente che sembra di essere su Google Earth. Appena arrivati, abbiamo subito un’impressione di spazio, di verde; se a Corfù era importante il costruito, a Cefalonia prevale la natura. Il piccolissimo paese di Kato Katelios si rivela una buona base per visitare il sud, cercare tartarughe a Kaminia, passeggiare per Skala, aspettare perplessi dei traghetti sullo strano lungomare di Poros. Kato Katelios è uno dei luoghi più rilassanti in cui sia capitata, pochi studios vista mare, la spiaggia libera con qualche gatto che ci fa il filo, il fondale sabbioso trasparente e basso e una vista che sette anni dopo ricordo ancora. Qualche giorno ad Argostoli permette invece di avere un’atmosfera più cittadina, passeggiare per il Lithostroto, incontrare le tartarughe che ogni mattina fanno la posta ai pescatori, vedere le spiagge circostanti, molto più affollate, aspettare un tramonto al tempietto di Fanari. Risalendo a nord ovest è impossibile non essere ipnotizzati da Myrtos Beach e da Assos, per poi arrivare fino a Fiskardo, unica località con architettura sopravvissuta al terremoto del dopoguerra. Sami è un po’ più spartana, Antisamos un pozzo di pesci e colori, la penisola di Lixouri riserva altre sorprese ma ci manca il tempo, ce ne andiamo a malincuore con un po’ di meraviglia in più.

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Buon Viaggio!!!

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